Ouverture di una Storia: 4 anni di uomini e donne tra i binari.

in Produzioni/Teatri Tra i Binari di

Pensieri per l’apertura di questo blog.

Siamo nel febbraio del 2012, quando un gruppo di giovani artisti approda al Circolo Arci di Brusciana per iniziare una nuova avventura. Senza soldi ma con tanti progetti per il futuro.
Davanti a noi una ferrovia sopra alla quale vari treni scandiscono il passare del tempo.
Iniziano le prove.
Prima una volta a settimana, poi due, poi tante tante tante occasioni di incontri.
Ricomposti i pezzi e continuando a dare alimentazione al fuoco che ci ha accomunati all’inizio, e che ha dato libero accesso ad altre persone, sono cominciati i primi spettacoli.

Agosto 2013, inizia la Faccia al vento. Lenta lenta si addentra nell’Italia meridionale, e per quasi un mese ha cercato spazio tra le piazze, i vicoli e i festival che incontrava. Suonando, cantando e raccontando è andato costantemente alla ricerca di persone luoghi ed emozioni…tutt’oggi continua a farlo.
Il tempo scorre le esperienze si susseguono e si incontrano sempre più persone.
Invitiamo Gary Brackett che ci ha raccontato e fatto vivere alcune delle esperienze che hanno contraddistinto la magnifica esperienza del Living Theatre.
Svoltiamo l’angolo e ci troviamo in una magnifica ex Tabaccaia presso Vallicelle vicino a Pontedera. Là incontriamo Mario Biagini che con il suo gruppo di attori porta avanti il Workcenter of Jerzy Grotowski fondato nel 1986 dall’omonimo regista.
Decidiamo allora di montare in Fi-Pi-Li. Uscita Pisa Aeroporto. Parcheggiamo presso la stazione Leopolda, cosi non paghiamo il parcheggio. Ci addentriamo nel centro di Pisa. Ecco che si figura davanti a noi una vecchia chiesa sconsacrata. L’immagine del faccione di un San Bernardo ci accoglie. A fare gli onori di casa: Hengel e Sara. Ben Arrivati al Cantiere San Bernardo e al progetto teatrale Teatro Cantiere. Vari incontri condivisi con loro hanno permesso ai Teatri Tra i binari di continuare la ricerca all’interno dei linguaggi espressivi e della comunicazione teatrale.
La Genesi di una storia.

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Si aprono così le porte di un racconto.
Il musicista catanese entra in scena. Compone un pezzo. Dei corpi si mettono in movimento per dar vita ad una storia. Vissuta da molti, guardata e raccontata da meno.
Una voce comincia a raccontare.
Si entra nella sala del Buonumore al Conservatorio L. Cherubini di Firenze. Là va in scena la riflessione teatrale sulla condanna dell’uomo che avviene nella Genesi. La performance ha il medesimo titolo. Elettronica, contrabbasso, 3 attori, un maggiordomo, un muro di gabbie; elementi per parlare di quello che viene detto ad un uomo (Adamo) e una Donna (Eva).
Un tentativo di parola.
La Nave parte e conduce questo piccolo mondo in Sardegna. Quartu Sant’Elena.
Partenze ritorni e incontri trovano sempre come casa base e luogo di sedimentazione e riflessione la Casa del Popolo Contemporanea di Brusciana e la sua Sala Rossa. Una piccola saletta nella quale stanno nascendo la maggior parte dei progetti e delle produzioni della compagnia.
Tre anni di lavoro e siamo nel Febbraio 2015.
Nasce l’associazione di promozione sociale “Tra i Binari”.
Da questa data si da il Via ad una serie di altri incontri che porteranno a produzioni teatrali ma soprattutto a racconti.
Racconti che possano poter parlare di uomini e donne.

Storie inventate, vissute, inghiottite, digerite o sputate, vanno trasformandosi in attrezzi, bulloni, longarine metalliche, assi di legno. Come per un treno che ha bisogno di binari ben solidi, si compongono i nostri per poter proseguire lungo il viaggio.

Longarine Metalliche fatte di #Acciaio.
Dicembre 2014.
I Teatri intraprendono una sosta di riflessione sui luoghi di detenzione. Capitolo di lavovo e vita condiviso, in parte, dai due registi per mettere in scena uno spettacolo.
Dal freddo sprigionato di quel metallo, medesimo materiale di cui sono fatte le sbarre delle celle, si decide di parlare di Amore.
Si aprino le porte della mensa e si inviti il pubblico a cena. Niente forchette, niente coltelli: solo cucchiai. Uomini e donne osservano i commensali e si azionano tra una pietanza e l’altra in racconti di vita veri o immaginati. Il tutto accompagnato dalle note del pianista catanese.
Maggio 2015.
Ti capita di addormentarti e prima di chiudere gli occhi apri un libro e inizi a leggere una storia.

Ilaria Costanzo-1103

Poi un altra. Ancora un’altra. Sono le storie che ci accompagnano da sempre. Proprio quelle che ci raccontavano prima di andare a letto. Quelle che guardavi al televisore che erano piene di luci e colori.
Continui a leggerle e vedi che alcune cose sono diverse. Sono storie che sembrano pian piano arricchirsi di un sapore umano che fino ad ora non avevi mai incontrato. Forte è l’elemento morte, sofferenza, quotidianità, abitudini.
Nessuno ci aveva mai raccontato queste vicende.
Tutte precipitano dentro un Ade dal quale è forse utopico uscirne.
Dei burattini che si ripetono ossessivamente nelle loro gesta pongono lo spettatore di fronte agli stessi ruoli e le stesse vicende, gli stessi tipi di rapporto e relazione che gli esseri umani propongono da molti anni.
Capita spesso la mattina di doversi alzare.
Nel nostro risveglio ci siamo ritrovati in un bosco.
Una lunga fila di cipressi si apre ai nostri occhi. Sono talmente tanti, disposti in varie file che sembrano creare un labirinto di varie forme.
Cerchi.
A destra appena oltre quello che sembra essere la fine del bosco, un casolare diroccato.
A sinistra il monte sale e crea un burrone.
Lo sguardo continua a camminare e si intravede una collina d’oro. Il caldo sole di un pomeriggio di fine luglio, la fa brillare di luci inusuali. In ognuno di questi luoghi stracci di tessuto abbandonato.
Botinaccio. Montespertoli. Contea del Chianti.
Un uomo dalla barba e dai capelli bianchi ci invita a raggiungere la sua casa.
Entriamo.
Gianni Otr.
Sta scattando foto da molti anni e ci racconta che cosa sta accadendo in quel luogo.
Dall’altra stanza si sentono arrivare dei suoni che sembrano essere l’amplificazione distorta di quello che si sente fuori.
Va Kuum.
Gli stracci del bosco cominciano a riempirsi dei corpi di coloro che hanno vissuto quei luoghi. Testimonianza di vita e sofferenza di un paesaggio cosi magnifico allo sguardo.
Fuochi Fatui.
Se solo… Fatuus.

Epilogo.

A Silvia.
Scusa, un caffè?
No. Grazie. Preferirei un bicchiere di vino e delle rose per il nostro tavolo.
Questa rosa è molto strana. Ha dei colori sbiaditi nonostante che la consistenza dei petali sembra non avere particolari segni di cedimento.
Come è possibile possedere la bellezza del petalo di una rosa?
Shattengarten.
Giardino. Ombra.
Il Vino e le Rose.
33. Non so se riesco ad arrivarci.
Fa niente.
Ci vediamo domani.
Forse quelli saranno e Giorni del vino e delle rose, ma non preoccuparti adesso.
Prepara la valigia che dobbiamo partire.
Dove andiamo?
Non te lo dico adesso.
Te lo racconto domani.

Siamo qui per poter raccontare che cosa deve ancora accadere su questi binari che abbiamo davanti.

 

Post Scriptum: Dedico questo pensiero a Chiara. Germoglio della mia seconda vita.

Francesco Mugnari: Regista, attore, performer, artista visivo, Laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia Teatrale. Nel 2012 è tra i fondatori della compagnia “Teatri Tra i Binari”. Da 10 anni studia, si forma e lavora nel mondo del Teatro sviluppando numerosi progetti anche con registi di fama internazionale. Negli ultimi anni si dedica a progetti di valorizzazione e restituzione dell’arte alla cittadinanza, lottando contro i sistemi di plastificazione dell’arte, visto che negli ultimi tempi si assiste sempre di più ad uno scollamento tra la vita reale e la produzione artistica.

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