Ogni suono è una notizia: alla ricerca delle radici sonore Cubane.

in Raices Comunes di

Le prime considerazioni che nascono quando penso a questa esperienza che mi si prospetta davanti, la quale nelle ultime settimane appare sempre più vicina, sono legate al concepire questa indagine in più fasi, in più momenti e con molteplici modalità. Questo soprattutto alla luce dei vari rapporti che si stanno intessendo tra le indagini che stanno generando gli attuatori del progetto, mossi dalle proprie sensibilità e attitudini.
Fin da subito ho cercato di rendere sempre più forte nella mia intenzione, il mio ruolo, cercando quindi di definire il percorso da intraprendere. Non essendoci mai stato, non ho la pretesa di farmi un idea di Cuba, per quanto questa possa essere reale. Definisco invece quello che è il mio bagaglio, e il mio interesse e quindi di conseguenza il mio rapporto con il suono che negli ultimi anni si è dimostrato costantemente mutevole.

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In questo Viaggio mi sono prefissato di realizzare un reportage artistico. Attraverso dei field recording cercherò di realizzare un racconto sulla base dei paesaggi sonori in cui mi imbatterò.
Da mesi ho approfondito le mie conoscenze sul mondo della sound art legato hai paesaggi sonori e a tutti quei lavori derivanti dal field recording, ascoltando, cercando di analizare e lasciandomi condurre a Cuba da innumerevoli opere legate a queste tecniche.
L’importanza dello spazio nel mondo del suono, inteso come colonna sonora della nostra esistenza, nel quale siamo costantemente immersi, risulta caratterizzare in modo molto importante la nostra cultura, e viceversa questa caratterizza in modo evidente la produzione e la selezione dei suoni di una nazione.
Tutto questo sarà sicuramente fonte di ispirazione per questa mia attività dall’altra parte dell’oceano. Cercherò tutti quei suoni che non mi appartengono deducendone l’appartenenza ad un mondo diverso. È proprio questa diversità con la quale vorrei scontrarmi, cercando di registrare la culturà e l’indole di un paese che storicamente si è sempre dimostrato molto lontano da quello occidentale.
Un altro ruolo che assumerò nel progetto “Raices Comunes” sarà quello di sound recordist per il docu-film; si tratterà della registrazione delle interviste e le riprese legate al teatro cubano. Portando l’arte ed assumere molteplici forme nei vari elaborati, questa diventerà soggetto e oggetto stesso dei va
ri lavori.
Analizzando la differenza e i molteplici significati che l’arte può assumere, l’obiettivo è quello di riassume una globalità nel pensierò della formulazione dell’arte, alla luce dalla ricerca delle Radici Comuni che è prefissata per questo progetto.
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La predisposizione al diverso e all’uguale, lo scambio, la differenza, la multidisciplinarietà e l’arte vista nel suo senso più intimista potranno così, colorare le varie situazioni.
Di fatto quello che poi sarà il mio lavoro al ritorno, sarà anche questo uno scambio. Uno sposalizio fra ambienti cubani, e le scelte, selezionate e trattate, che farò per i vari materiali.

Approfondimento legato hai paesaggi sonori e al field recording.

Soundscape è il termine che si usa per descrivere L’ambiente Acustico.
Il paesaggio sonoro rappresenta la colonna sonora della nostra esistenza, dai suoni che intercettiamo involontariamente a quelli che invece cerchiamo. Pertanto, la definizione di paesaggio sonoro rappresenta una categoria generale e include sia l’ambiente sonoro che circonda un soggetto che i suoni ricercati (musica, spettacoli e composizioni).

Le proprietà di una registrazione acustica sul campo sono in grado di trasportarci in una determinata situazione e soprattutto di collocarci all’interno di uno spazio. Grazie al suono, riusciamo a distinguere, anche se forse solo psicologicamente, i movimento di determinati personaggi, oggetti o avvenimenti, ricostruendo così una mappa acustica di ciò che circonda un luogo.

Gli ambienti acustici sono in continua evoluzione e sempre diversi fra loro, visto il grande numero di elementi che li contraddistinguono siano essi naturali e non.
L’insieme dei suoni del mondo esterno, quelli che attraversano la nostra vita senza il nostro consenso ma che tuttavia costituiscono parte rilevante di essa, proprio perché “sentiti” con apatica indifferenza più che “ascoltati” con attenzione, hanno reso violento e invadente il paesaggio sonoro della società moderna, sempre più sorda a causa del rumore.
I paesaggi sonori del mondo sono dinamici e vari, infatti, cambiano in rapporto ai luoghi e alle culture, al passare dei giorni e al mutare delle stagioni. Oggi il soundscape è in continuo e veloce movimento: i suoni si moltiplicano e diventano spesso fastidiosi, in virtù del crescere dell’intensità sonora negli ambienti lavorativi e nelle strade, rendendoci assuefatti al rumore.

Le orecchie ci chiedono un maggiore
rispetto. Siamo in grado di riconoscere ciò che ci dicono?

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