Raices Comunes incontra Alina Narciso.

in Raices Comunes di

Il suono della sveglia ti ricorda che devi andare a lavoro.
Perché suona sempre così presto? Non è mai abbastanza il sonno necessario per affrontare una giornata.
Chiudi la porta di casa, due mandate.
Per le scale, sempre il solito odore. Non ti lasci persuadere troppo dalle immagini che continuano ad apparire nella tua mente. Il portone del vicino che sembra non vivere là dentro, la signora che, come un portiere, vigila quotidianamente le scale, le figlie dell’appatamento di sotto che litigano appena sveglie. Scuoti la testa e le spalle e ti dirigi verso la macchina.
Stessa strada, stesse soste, stesse fermate. Sai che tutto questo ha un motivo molto più alto.
D’altronde come poter vivere dei tuoi sogni se non attraverso degli aenormi sacrifici. Ma non importa. Il proposito è molto più alto. Da un po’ di mesi hai deciso, con un gruppi di altri sette sognatori, che l’inizio del tuo prossimo autunno non si svolga all’interno della medesima scenografia quotidiana. È luglio. È caldo. Tutti vanno al mare. Tu lavori.
Ottobre novembre. Cuba.
Marina chiama e mi dice, guarda ho parlato con Mariarita dobbiamo assolutamente scrivere ad Alina. Lei potrà sicuramente aiutarci, lavora a Cuba da un po’ di anni, dobbiamo sentirla. Tu tu tu tu tu tu…

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Alina Narciso regista teatrale, drammaturga, organizzatrice e fondatrice della compagnia Metec Alegre. Dopo gli anni della formazione, debutta nel 1990 con L’uomo rubato, spettacolo tratto da un suo racconto e pone le basi per creare una propria compagnia. Nel 1997 si trasferisce a Barcellona, dove lavora per alcuni anni e dove da il via alla manifestazione La escritura de la/s diferencia/s – Biennal Internacional de Drammaturgia Femenina.
Nel 2007 vince la selezione indetta dal Consejo Nacional de las Artes Escénicas di Cuba per un progetto di co-produzione internazionale, comincia a lavorare a Santiago de Cuba e mette in scena Cuento de aguas. Questo spettacolo nel 2009 ha aperto il Festival del Caribe di Santiago di Cuba e a novembre 2010 viene presentato a La Habana nell’ambito de La Semana Italo/Cubana.
Attualmente il suo lavoro si sviluppa tra Italia e Cuba, paese con il quale ha sviluppo un rapporto molto speciale.
A Cuba svolge la sua attività tra La Habana e Santiago de Cuba. In questi luoghi ha potuto continuare a dar seguito al progetto del festival La escritura de la/s diferencia/s.
La manifestazione consiste in un concorso internazionale di drammaturgia delle donne e si sviluppa in varie fasi: creazione e nomina di una Commissione per la selezione dei testi, emanazione del bando di partecipazione e sua diffusione a livello internazionale. Dalla selezione dei testi vincitori si passa alla traduzione e pubblicazione; uno per ogni paese partecipante unita anche ad una categoria internazionale. Il tutto convoglia in una messa in scena delle stesse opere a carico di compagnie teatrali professionali, rappresentate in occasione del Festival di Teatro Femminile che chiude la manifestazione.
Tutto questo nasce per sopperire alla storica esclusione delle drammaturghe dai circuiti ufficiali con l’obiettivo di incentivare la drammaturgia femminile e costruire una rete internazionale di donne professionalmente inserite nel mondo teatrale al fine di facilitare la circolazione e la conoscenza dei testi oltre che lo scambio professionale.
Tra le variabili risulta molto importante parlare anche del ruolo delle registe.
Difatti poco a poco la biennale si è trasformata in un evento non solo di drammaturgia ma anche di regia femminile. A tal proposito si evidenzia, secondo il punto di vista dell’organizzatrice, che non solo si riscontra una bassissima rappresentazione di opere scritte da donne, ma che anche la regia femminile risulta essere una rarità presso le programmazioni ufficiali dei teatri.
Propositi che ci hanno fatto subito trovare molto affini alla ricerca che Raices Comunes si è posta di intraprendere. Trattando di due temi differenti, ma con una profonda comunza d’intenti, c’è l’esigenza di promuovere una resistanza culturale. Sviluppando occasioni di scambio, spazi o piattaforme, si ha la necessita di far tornare la cultura e la produzione artistica ad un radicamento popolare.

Mentre nella missione di Alina e di Metec Alegre troviamo la valorizzazione del genere, Tra i Binari e Raices Comunes vanno alla ricerca di un’emancipazione delle realtà artistiche emergenti.

back-stage

Dopo varie mail scambiate, sognando e immaginando la nostra meta caraibica, decidiamo di incontrarci.
Montiamo di nuovo in macchina. Cinque ore di viaggio. Uscita Capodimonte. Vari vicoli stretti, strettissimi. Una magnifica vista del golfo di Napoli si apre ai nostri occhi.
Da un terrazzo non visibile alla vista esce in strada accogliandoci.
Con il Vesuvio che ci vigila a distanza, iniziamo a parlare. Sono le ore quindici.
Parliamo a ruota libera. Il nostro lavoro teatrale. La missione di Raices Comunes.
Santiago de Cuba.
È proprio la che è fissato il nostro prossimo incontro. Grazie al contributo che la regista partenopea ha voluto dare al nostro progetto, siamo riusciti ad organizzare degli incontri con delle compagnie del territorio Santiaghero e un laboratorio di regia teatrale.
La compagnia Macubà diretta da Fatima Patterson, la compagnia Cuento de Aguas e la compagnia Gestus, saranno i primi progetti teatrali che incontreremo per dare inizio alla nostra raccolta di testimonianze. Nei Giorni successivi si darà vita ad un laboratorio teatrale che possa metterci in diretta connessione e scambio con il mondo cubano.

Che dire. Mancano due settimane alla nostra partenza.
L’emozione è veramente tanta.
Incrociamo le dita. Ci siamo quasi.

Francesco Mugnari: Regista, attore, performer, artista visivo, Laureato al Dams di Bologna in Drammaturgia Teatrale. Nel 2012 è tra i fondatori della compagnia “Teatri Tra i Binari”. Da 10 anni studia, si forma e lavora nel mondo del Teatro sviluppando numerosi progetti anche con registi di fama internazionale. Negli ultimi anni si dedica a progetti di valorizzazione e restituzione dell’arte alla cittadinanza, lottando contro i sistemi di plastificazione dell’arte, visto che negli ultimi tempi si assiste sempre di più ad uno scollamento tra la vita reale e la produzione artistica.

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