CuentameCuba – Documentario di Filippo Ficozzi – Raices Comunes

in Raices Comunes di

CuentameCuba

Un Documentario di Filippo Ficozzi
Fonico e Sound Design: Nicolas Baggi
Prodotto da Tra i Binari

La morte di Fidel Castro segna simbolicamente la fine di un’epoca per l’isola di Cuba ma già a partire dagli ultimi 10 anni il modello sociale ed economico cubano stava andando incontro a trasformazioni radicali. Trasformazioni strutturali così profonde da alterare quelle dinamiche sociali che per più di 40 anni hanno fatto di Cuba una realtà unica nel mondo. Si è parlato tanto di “apertura” di Cuba all’occidente, celebrando la riapertura dell’ambasciata americana, il concerto dei Rolling Stones e la sfilata di Dior all’Havana come grandi vittorie diplomatiche. Quello che è stato meno riportato dalla stampa è il fatto che, nonostante l’apparente distensione dei rapporti diplomatici fra Cuba e gli Stati Uniti, l’embargo economico che dal 1960 strangola l’isola è ancora in vigore. Questa onnipresente eredità della guerra fredda, le auto degli anni 50, le gigantografie degli “eroi” della rivoluzione che campeggiano ovunque e un limitato accesso alla tecnologia fanno apparire il paese come bloccato all’interno di una bolla storica: un passato con gli smartphones, dove si ha come la sensazione che il “futuro” stia per irrompere da un momento all’altro, ma dove tutto appare immobile come sospeso in un tempo che non riesce a scorrere. Quello che non appare bloccato è la vibrante produzione culturale del paese e il rigore con cui registi, drammaturghi e attori si impegnano quotidianamente in una battaglia contro la scarsità dei mezzi per portare in scena le loro opere. A Cuba l’accesso alla cultura viene considerato un bene pubblico alla pari di educazione e sanità, fare teatro viene visto come una missione in nome dello sviluppo culturale del paese. Il documentario offre una testimonianza di questa età di mezzo dell’isola di Cuba, un improvviso salto in un futuro incerto. Interrogando artisti del teatro cubano sul tema del cambiamento che l’isola sta afrontando si percepiscono tutte le incertezze, le ansie ma anche la grande speranza e fierezza di un popolo che nel corso di generazioni non ha mai potuto smettere di lottare, contro le innumerevoli limitazioni del paese ma anche contro una visione denigratoria dell’isola che non ne riconosce il valore culturale ma la relega a esotica meta turistica.

“Come sta la cultura cubana? È nel suo migliore momento, lottando contro ostacoli e realtà della vita, perché uno deve sempre combattere. Mi sembra che questa sia la migliore risposta, quella che abbiamo sempre dato davanti a tutte le limitazioni”

Renè Fernandez regista e drammaturgo del teatro Papalote di Matanzas

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