Author

Marina C

Marina C has 3 articles published.

Cuba. Parte 1. La Habana.

in Raices Comunes di
(C) Simona Fossi

Davanti alle infinite possibilità non sappiamo cosa fare.
Davanti all’immensità che si può srotolare sotto gli occhi non sappiamo dove guardare, il tutto non si confà alla capacità visiva che sempre va cercando un dettaglio, un particolare che nell’essere parte del tutto è il tutto in sé.
Ecco che sul viaggio a Cuba non saprei da dove partire, da dove cominciare per spiegare l’immensità di quest’isola.
Quando si parla della storia, quella bella fatta di rivoluzione e rivolte. Quella in cui il tiranno per una volta tanto viene sottomesso ecco che appare Cuba.Ha le forme sinuose questa signora, con i capelli verde smeraldo che si arricciano sulle foglie di fiori, palme e bananeti. Animali silenti, come cavalli e mucche abitano le sue fronde, in silenzio sono detentori delle chiavi di una naturalezza fiorente e spietata. Continua a leggere

925.868

in Raices Comunes di

Anime e diavoli dirottati dalla madre Africa. Strappati da sconosciuti, caricati su navi che presero il largo per molto tempo. Mare e ancora mare, per giorni. La paura che si fa animale dentro lo stomaco, la speranza che non sarà la fine, la consapevolezza di non ritornare più in quella che fino a poco prima era la casa, la certezza della propria vita.
Gli schiavi africani provenivano principalmente dalla zona che ora chiamiamo Nigeria e dal Benin. Furono portati inizialmente sull’isola per aiutare i ricchi e le ricche signore spagnole, i padroni indiscussi sull’isola, che avevano in pugno le vite e i destini di molti di loro. Se in un primo tempo poterono scampare alla schiavitù brutale delle coltivazioni di cotone, questo avvenne subito dopo. Continua a leggere

Chiedo Udienza a Cuba: Dal Teatro al Racconto

in Raices Comunes di
© Steve Mc Curry

Incomincio a scrivere su questa pagina bianca.
Cosa vorrei dire e chi?
Quante cose abbiamo da dire ogni giorno che invece rimangono intrappolate sotto la pelle. Quante cose pensiamo, quante poi diciamo, a seconda di quali agiamo?
Se guardo sotto la mia pelle riesco a vedere una delle cose più pensate e poco e mal dette. Vedo la paura di essere nel mondo come olio su una superficie troppo liscia.La paura è quella arcana e misteriosa.
Posso io essere soddisfatto di ciò che vivo? Cosa vuol dire essere soddisfatto, chi ha stabilito questo parametro e che mezzi ha utilizzato? Quando mi posso dire felice, quando amato, quando amante, quando in equilibrio e quando invece a rotta di collo?

Continua a leggere

Go to Top