Colline, vino, olio, cipressi, rotoballe, campi di grano, torri medioevali, castelli, cascinali, elementi strepitosi che contraddistinguono la zona del Chianti in una Toscana ammirata a livello internazionale. All’interno di un’incredibile scenografia, si può essere invasi da un senso di appagamento sensoriale unico; tuttavia, questa natura sembra volerci raccontare qualcos’altro. Nel silenzio apparente, l’occhio diventa clinico. Scopre che un’enorme quantità di segni e simboli sono la testimonianza della sofferenza e degli stravolgimenti avvenuti in queste terre tanto ammirate.

Fatuus è un progetto di ricerca artistica che parte proprio da qui. Immagini, suoni e azioni per provare a dar voce a quelle presenze che sembrano abitare da sempre questi luoghi.
Da un’idea di Gianni Otr, in collaborazione con Nicolas Baggi e Teatri Tra i Binari, verrete immersi in un concerto di immagini e suoni raccolti nelle terre di Botinaccio, Montespertoli.

Se
Se sono
Se sono solamente solitari sussulti

Fatuus – Istallazione Multimediale Site Specific sulle colline Toscane
Foto: Gianni OTR
Musica: Nicolas Baggi aka Va kuum
Coreografie e Regia Video: Francesco Mugnari / Teatri Tra i Binari
Performers: Marina Capezzone, Stefano Cavallaro, Simone De Fazio, Simona Fossi, Roberto Sorrentino

New Surrealism in Chianti – Fotografia – Gianni Otr

Ho iniziato ad indagare su questo territorio nel quale vivo.
Al di là dell’aspetto piacevole e rigenerante di questa terra mi si rivelano aspetti del tutto particolari. Il silenzio è apparente ed è ciò che mi spinge sempre a guardarmi intorno.
Il suono/non suono della natura è continuo.
Questo motivo è ciò che mi spinge a cercare bene lì intorno a me.
Scopro sensazioni surreali.
L’indagine continua.
Guardo per terra.
Trovo composizioni naturali tra sassi, crepe ed impronte di ogni tipo.
I tronchi delle querce mostrano segni ancestrali.
Anche i ruderi abbandonati  da anni  cercano di spiegarmi con gemiti e sussurri muti cosa passò di li.
Il lamento di questa selvaticità violentata mi porta a fotografare particolari.
Essi soli compongono i segni grafici colorati che ho cercato di fotografare.
Ho solo voluto esaltare la loro  vividezza e saturazione.
Intorno a me non c’è nessuno.
Ma non sono mai solo.
Alcune presenze mi osservano.
Sento insetti ed animali, ma anche uomini, cercatori di asparagi, cacciatori,
Anche fantasmi.
Li avverto, ma non li provoco.

Fatuum – IV – Foto/Video/Danza – Teatri Tra i Binari

Boschi, campi di grano, cascate mancate, porte murate, tetti crollati, abiti dimenticati, giocattoli perduti: fatui a testimonianza di vite trascorse e subito dimenticate. Esistenze negate che Teatri Tra i Binari cerca di mettere in luce lavorando all’interno della natura di Botinaccio. Presenze che tornano ad abitare i luoghi della propria esistenza dopo la morte in un connubio tra foto e composizione coreografica.
Anime e corpi cristallizzati nella ripetizione forsennata di gesti quotidiani in 4 capitoli: Pruriti domestici, La collina d’Oro degli amanti, Frammentazione nel bosco, Burrone nel pozzo.

Pruriti Domestici 
Torno all’interno delle mura che hanno contraddistinto la mia infanzia. Qualcosa è cambiato. Quel solaio dove sovente trascorrevo i miei pomeriggi giocando è crollato. Del camino dove mia madre cucinava non è rimasto che il suo scheletro. Finestre e porte spalancate. Non riesco a capire dove mi trovo precisamente, ma l’aria che respiro mi porta subito a quel luogo familiare. Mi rassicuro. Delle urla richiamano la mia attenzione. Non so se siano fuori o dentro di me. Aumentano come se qualcuno avesse voglia di raccontarmi qualcosa, come si ci fosse qualcosa che devo conoscere ma che nessuno mi ha mai raccontato. Dalle mie braccia sale un prurito inusuale. Idiosincrasie del quotidiano domestico che ingabbiano ogni essere umano in un vortice di “non detto” e sconosciuto.

La collina d’oro degli amanti
La morte è sopraggiunta all’improvviso a spezzare l’amore di due giovani anime. Nello stesso momento i lori corpi si sono spenti ma in luoghi diversi. Tornano ad incontrarsi nella collina dove si sono visti per la prima volta, come se forze sconosciute hanno agito per farli incontrare ancora. Non riescono a riconoscersi al primo sguardo ma la loro attrazione è potente. Un insieme di energie spinge l’uno verso l’altro, tuttavia risultano non essere sufficienti per far si che i loro corpi si possano unire nuovamente. In un campo bruciato dal sole l’amore sembra appassire di fronte alla potenza dell’alienazione del quotidiano.

Frammentazione nel bosco
Lampi di corpi ripetuti tra gli alberi di un bosco allineato da chi sa quale forza della natura. Un uomo rimasto solo, cerca conforto nella ripetizione di gesti quotidiani, mentre viene sbattuto da una parte all’altra; nel tentativo invano di ritrovare la strada per tornare alla vita.

Burrone nel pozzo
Riversa sulla terra come scaraventata nelle profondità di un abisso. Le gambe sembrano non rispondere. La rabbia che si genera viene trascritta nei solchi che le mani tracciano nell’aria. Percuotere le gambe nella speranza di un risveglio, poi cullarle cercando di trasmettere un amore che possa generare vita. Il ricordo dei capelli di tua madre che un tempo ti accarezzavano il volto appare vivido nella tua mente. Sono lì, sopra di te. Delle liane alle quali aggrapparsi per potersi alzare ma che non risolveranno mai la tua condizione.

La Diade – Musica – Nicolas Baggi aka Va kuum

Il suono / non suono della natura è continuo.
“Le ombre” intese come parte scura degli eventi, quella non contestualizzabile, priva di significante, al contrario dell’aspetto chiaro delle cose sempre a portata di mano alle quali il pensiero e il senso, danno importanza o almeno, focalizzano per prime.
L’ombra che attribuisce al significante la sua qualità; quell’aspetto della parola, degli oggetti e di tutto ciò che è percepito e che ha corpo, quel corpo che ci circonda e si manifesta, a volte con più chiarezza e altre, più spesso con ombra.
I “Fantasmi” non sono altro che l’incompreso, è il corpo che si muove ed esce come a rivalsa della propria importanza, come a beffeggiare il buonismo del facilmente chiaro, le parole gli oggetti, sono e vengono pronunciati in modi completamente diversi, non vi è un gesto uguale all’altro.
Dicotomia,
La Diade:
Vi è sempre un aspetto che emerge a differenza dell’ altro.
“Natura”

Gianni Otr

Gianni Baggi, in arte Otr, è nato a Pavia nel 1946.
Fotografo professionista ha vissuto e lavorato a Milano. Dagli anni 70 ha svolto l’attività di fotografo nel campo della pubblicità partendo da una lunga e costruttiva collaborazione con Olivetti di Ivrea, sempre come freelancer realizza numerose campagne fotografiche per le grandi agenzie di advertisig per poi definirsi Photographic Communication di cui diviene esperto in comunicazione fotografica e lavora per le grandi aziende multinazionali e l’architettura.
In parallelo ha sempre alimentato la propria ricerca fotografica artistica.
Nel 2005 si è completamente distaccato dal mestiere di fotografo professionista per ricondurre il fine del suo lavoro esclusivamente a quello della ricerca artistica.
Otr è con questo suono di mantra impazzito che Gianni ha scelto di dare un nome al suo io poetico, prendendo le distanze da un passato professionale che ormai é quasi un alter ego lungi da sé.
Gianni ora vive in Toscana nella sua casa-studio circondata dalla natura dove si dedica alla ricerca estetica fatta da un continuo gioco di rimandi fra interiorità ed esteriorità.

Nicolas Baggi

Nasce a Firenze il 20 settembre 1994. Si avvicina alle nuove tecnologie e alla musica elettronica grazie a un primo approccio con la psichedelia suonata e non, motiva un interesse per la multimedialità e forme artistiche che sfruttano più piani percettivi. Da qui nasce Vakuum un progetto nato nel 2015, in conseguenza agli studi del corso di musica elettronica del conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.