Il progetto che vi proponiamo nasce dall’idea di un gruppo di artisti operanti nella zona di Empoli, comune toscano in provincia di Firenze. Il gruppo è composto da Francesco Mugnari attore, performer, regista, laureato presso il Dams di Bologna, da Marina Capezzone attrice, laureata alla facoltà di Giurisprudenza di Firenze e operatrice di accoglienza nel sistema di protezione per rifugiati, da Simone De Fazio attore, musicista e fotografo, da Nicolas Baggi, in arte Va kuum, studente del Conservatorio Cherubini di Firenze nel corso Nuove tecnologie multimediali, dal video maker Filippo Ficozzi, studente del corso audio-visual design presso l’accademia di Rotterdam, Simona Fossi, attrice fotografa con master in Reportage di viaggio presso Società geografica italiana e da Martin Hidalgo, originario del Perù, fotografo che partecipa reporter e mediatore linguistico del gruppo.

La direzione organizzativa e le relazioni internazionali sono a cura di Beatrice Nutini, laureata in progettazione e gestione di eventi culturali, con corsi formativi in europrogettazione e master in amministrazione e bilancio presso l’Università di Pisa.
Il progetto è promosso dall’associazione Tra i Binari costituita in seguito alla fondazione della compagnia teatrale Teatri Tra i Binari a febbraio 2012. La compagnia teatrale nasce dalla necessità di indagare sulla pluralità dei linguaggi artistici e la possibilità di dar vita ad un infinità di teatri possibili; ritrovando nell’immaginario dei binari una grande quantità di storie di uomini e donne che possono abitare per istanti della propria vita questi luoghi, che altro compito non hanno che quello di stabilire connessioni espressive e creative.
Da febbraio 2015 il gruppo teatrale si è costituito in un’associazione Tra i Binari, di promozione sociale e culturale con l’intento di promuovere sempre più progetti artistici e di inclusione sociale.
Il nostro intento in questo progetto è di aprire le porte verso la conoscenza del panorama artistico cubano, in special modo concentrandosi sulle arti performative. In quanto lavoratori dell’arte a nostra volta, abbiamo sentito l’esigenza di provare a conoscere realtà artistiche lontane da noi, che quindi portano a loro volta differenze e comunanze. L’idea parte proprio dalla volontà di incontrarsi con realtà diverse e di cercare in esse le radici comuni, come se si potesse immaginare un’unica fonte dalla quale nasce l’esigenza di fare arte e che si dirama poi a seconda di dove nasce.
Spinti dal grande movimento artistico presente a Cuba, consapevoli della qualità dei prodotti che esso sviluppa, abbiamo pensato a questo paese come ad un luogo con un terreno fertile dove indagarsi all’interno del mondo dell’arte.

Abstract

Dal 2014 con la nostra associazione abbiamo iniziato un percorso di valorizzazione delle realtà artistiche che sono escluse dai classici contratti della grande distribuzione, convinti che possa esistere tra la popolazione una sensibilizzazione alla produzione artistica dal basso.
Il panorama italiano, soprattutto per quanto riguarda le nuove esperienze giovanili, risulta essere sempre poco attento a queste realtà. Le motivazioni sono sempre più legate ai processi di crisi che i paesi europei stanno affrontando, tuttavia sembrano essere sempre più vane, non garantendo il minimo spiraglio di luce per una nuova epoca.
Spinti dalla necessità di cercare altre forme di produzione ma soprattutto un altro sistema di organizzazione della proposta culturale, vorremmo sviluppare un’indagine intorno alle realtà performative che operano sul territorio cubano. Un progetto che possa metterci in contatto diretto con queste realtà per conoscere, indagare e documentare sia la poetica dei gruppi artistici che il rapporto che viene instaurato con il pubblico. Aprire uno sguardo intorno al ruolo che le arti performative e il teatro rappresentano all’interno della nazione.

Sono passati più di 50 anni dalle prime disposizioni della Rivoluzione, la quale ha posto, fin dal principio, il ruolo preminente della cultura per la rivalsa del popolo cubano. Mentre in Italia si viaggiava a spada tratta sulle corde del boom economico a Cuba si stava lavorando per le stesura di un’altra storia.
Il nostro intento è proprio quello di osservare e studiare le profonde differenze che stanno tra questi due paesi. Vorremmo sviluppare durante il mese di permanenza a Cuba una serie di riprese, interviste, documentazione e laboratori teatrali con alcune compagnie teatrali operanti sul territorio cubano.
Il tutto sarà finalizzato alla produzione di una serie di materiali di documentazione che si svilupperanno nella produzione di:

  • un video documentario
  • la realizzazione di progetto di paesaggio sonoro documentato durante la permanenza cubana
  • la realizzazione di una mostra fotografica selezionata tra gli scatti fotografici raccolti durante il progetto
  • la stesura di un dossier narrativo di viaggio.

Fasi di realizzazione

Il Progetto prende le mosse dall’incontro avvenuto nel Febbraio 2016 tra la nostra associazione e l’associazione Amicizia Italia-Cuba.
La proposta fatta all’Associazione prevedeva la possibilità di realizzare un progetto di incontro e interscambio culturale con alcuni progetti teatrali e performativi attivi a Cuba, chiedendo così collaborazione per la ricerca di alcuni contatti cubani.
La rete dei nostri contatti è partita da questo primo incontro che ci ha permesso di  conoscere Ulises Rodriguez Flebes, drammaturgo e direttore della Casa Memoria Escenica di Matanzas con il quale nasce l’idea di intraprendere durante il progetto anche dei laboratori teatrali insieme ad attori, performer e musicisti che andremo ad incontrare.
Il secondo contatto che ha segnato una tappa fondamentale è quello di Alina Narciso, regista teatrale e organizzatrice del Festival Escritura de la/s Diferencia/s Bienal Internacional de Dramaturgia Femenina. Grazie a lei abbiamo organizzato un incontro con gruppi teatrali dell’Habana partecipanti al Festival, un secondo laboratorio intensivo teatrale a Santiago De Cuba. Sempre a Santiago De Cuba ci sarà l’incontro con Fatima Patterson, regista teatrale, e il Proyecto Cuento De Aguas, compagnia teatrale.

Esito del progetto

Il nostro progetto prevede la produzione di un video documentario che sia in grado di far conoscere il panorama artistico cubano, sperando di sfatare luoghi comuni per dare spazio alla visione di una ricerca artistica innovativa, emergente o conclamata. Le riprese verranno fatte interamente a Cuba e poi saranno montate in Italia per motivi di tempo e di attrezzatura. Il documentario sarà destinato ad essere proiettato non solo nei luoghi d’arte ma in spazi associativi, in case del popolo Arci e in tutti quei luoghi di incontro e scambio culturale.
Proponiamo anche la creazione di un dossier narrativo di viaggio, la realizzazione di una mostra fotografica sull’esperienza cubana e la registrazione di un paesaggio sonoro.
La stilistica da tenere sarà quella che andrà verso la creazione di un mero occhio esterno, immortalando così i momenti salienti del lavoro, in modo che rimangano a testimonianza di ciò che andremo ad incontrare.
La parte centrale del progetto sarà quindi la realizzazione di audio riprese degli artisti, del loro lavoro, le interviste, le immagini di Cuba in modo da creare un documentario che tenga fede alla natura del progetto.
Durante la fase di realizzazione a Cuba, oltre a queste fasi già stabilite ed organizzate, andremo a visitare anche luoghi di interesse e di divulgazione artistica quali la Fabrica De Arte Cubano dell’Habana. Questo per garantire la flessibilità del progetto, necessaria al fine di poter incontrare e conoscere realtà artistiche qualora anche non prefissate.

 

Il Progetto Raices Comunes è patrocinato da:

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