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Cuba. Parte 1. La Habana.

in Raices Comunes di
(C) Simona Fossi

Davanti alle infinite possibilità non sappiamo cosa fare.
Davanti all’immensità che si può srotolare sotto gli occhi non sappiamo dove guardare, il tutto non si confà alla capacità visiva che sempre va cercando un dettaglio, un particolare che nell’essere parte del tutto è il tutto in sé.
Ecco che sul viaggio a Cuba non saprei da dove partire, da dove cominciare per spiegare l’immensità di quest’isola.
Quando si parla della storia, quella bella fatta di rivoluzione e rivolte. Quella in cui il tiranno per una volta tanto viene sottomesso ecco che appare Cuba.Ha le forme sinuose questa signora, con i capelli verde smeraldo che si arricciano sulle foglie di fiori, palme e bananeti. Animali silenti, come cavalli e mucche abitano le sue fronde, in silenzio sono detentori delle chiavi di una naturalezza fiorente e spietata. Continua a leggere

Osservando Cuba: Storie e Colori attraverso l’obiettivo

in Raices Comunes di

Cosa forma e distingue un popolo? Cosa lo rende diverso dagli altri?
Storia, cultura, arte. Ma quest’ultima da dove viene?
Il gesto senza scopo, la creazione, la bellezza fine a sé stessa: ciò che rende gli uomini diversi dagli animali, è presente in ogni popolo. Antropologicamente parlando si può dire che ogni popolazione deriva dalla sua propria storia e dalla sua propria cultura ma tutti alla fine si assomigliano. In ognuno sono presenti gesti e segni comuni.
Si pensa che la musica ed il gesto siano stati la prima forma d’espressione artistica che mai si sia vista sulla Terra. L’arte performativa dunque sarebbe stata la prima tra tutte le arti.
Mi immagino i nostri antenati, attorno ad un fuoco: qualcuno inizia a battere le mani, e altri si alzano e si muovono a tempo; il ritmo pervade i loro corpi.
E’ la danza che muta e si evolve come il fuoco.
La musica, la mimica, il teatro, da questo è nato tutto.

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